Aprire un e-commerce in Italia nel 2026 richiede una solida conoscenza del regime fiscale e della gestione IVA. Che tu venda tramite un negozio Shopify, WooCommerce, Etsy o su marketplace come Amazon ed eBay, le regole fiscali si applicano a tutte le attività di vendita online. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere su regime fiscale, IVA, partita IVA e obblighi fiscali per l’e-commerce nel 2026.
E-commerce e partita IVA: è sempre obbligatoria?
Sì. Qualsiasi attività di vendita online con carattere abituale richiede la partita IVA. Non importa se vendi 10 o 10.000 prodotti al mese: se l’attività è sistematica e orientata al profitto, sei obbligato ad aprire la partita IVA.
Fanno eccezione le vendite occasionali di beni usati personali (ad es. vecchi vestiti su Vinted, oggetti su Subito.it): queste non richiedono partita IVA se sono sporadiche e non sistematiche. Ma attenzione: dal 2023, le piattaforme di vendita sono obbligate a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che superano le 30 transazioni o i 2.000 € annui.
Quale codice ATECO per e-commerce?
Il codice ATECO dipende da cosa vendi:
| Attività | Codice ATECO | Coeff. redditività |
|---|---|---|
| Commercio al dettaglio online (generico) | 47.91.10 | 40% |
| Commercio al dettaglio alimentari online | 47.91.20 | 40% |
| Vendita di prodotti informatici e software | 47.41.10 | 40% |
| Vendita di prodotti digitali (ebook, corsi) | 47.91.10 o 85.59.20 | 40% o 78% |
| Commercio all’ingrosso online (B2B) | 46.90.20 | 40% |
Regime fiscale per e-commerce: forfettario o ordinario?
Regime forfettario per e-commerce
Il regime forfettario è applicabile all’e-commerce fino a 85.000 € di fatturato. Il codice 47.91.10 ha un coefficiente di redditività del 40%, il che significa:
- Su 60.000 € di fatturato, le tasse si calcolano su 60.000 × 40% = 24.000 €
- Imposta sostitutiva 15%: 24.000 × 15% = 3.600 €
- Non si applica IVA sulle vendite → vantaggio competitivo di prezzo (prezzi più bassi di chi applica il 22% di IVA)
Il principale svantaggio: i costi di acquisto merce non sono deducibili. Se compri prodotti a 30.000 € e li vendi a 60.000 €, paghi le tasse su 24.000 € (40% di 60.000) anziché sui 30.000 € di margine reale. Con margini bassi, il regime ordinario può essere più conveniente.
Regime ordinario per e-commerce
Il regime ordinario (contabilità semplificata o ordinaria) diventa conveniente quando:
- Il fatturato supera i 85.000 €
- Hai costi elevati (acquisto merce) che vuoi dedurre
- Vuoi scalare il business con dipendenti o collaboratori
- Vendi prevalentemente a soggetti IVA (B2B) che hanno bisogno della fattura con IVA per detrarre
IVA nell’e-commerce italiano nel 2026: le regole principali
IVA per vendite in Italia (B2C)
Se sei in regime ordinario e vendi a consumatori italiani, devi applicare l’IVA standard al 22% (o aliquote ridotte del 10% o 4% per categorie specifiche come alimentari, libri, ecc.). L’IVA va liquidata mensilmente o trimestralmente e dichiarata nella dichiarazione IVA annuale.
IVA per vendite a consumatori UE: il regime OSS 2026
Dal 1° luglio 2021, chi vende a consumatori finali in altri paesi UE deve applicare l’IVA del paese del cliente finale per le vendite che superano la soglia di 10.000 € annui di vendite transfrontaliere aggregate in tutta l’UE.
Per gestire questo, l’UE ha introdotto il regime OSS (One Stop Shop): ti iscrivi una sola volta sul portale dell’Agenzia delle Entrate italiana e dichiari trimestralmente l’IVA di tutti i paesi UE in un’unica dichiarazione. Senza OSS, dovresti registrarti ai fini IVA in ogni singolo paese EU dove vendi.
IVA per vendite a clienti extra-UE
Le esportazioni al di fuori dell’UE sono non imponibili IVA (aliquota 0%). Il cliente estero non paga IVA italiana, ma potrebbe pagare dazi e imposte doganali nel suo paese. Devi conservare la documentazione doganale che provi l’uscita della merce dall’UE.
IVA per vendite B2B intracomunitarie
Se vendi a soggetti IVA di altri paesi UE (B2B), le vendite sono generalmente non imponibili (reverse charge intracomunitario). Il cliente applica l’IVA del suo paese. Devi verificare il numero IVA del cliente nel sistema VIES e conservare la prova della trasmissione intracomunitaria (CMR, tracking spedizione, ecc.).
E-commerce: adempimenti fiscali periodici 2026
| Adempimento | Frequenza | Note |
|---|---|---|
| Liquidazione IVA | Mensile o trimestrale | Solo regime ordinario |
| Dichiarazione OSS | Trimestrale | Se iscritto al regime OSS |
| Modelli INTRASTAT | Mensile (se sopra soglia) | Per acquisti/vendite UE rilevanti |
| Fatturazione elettronica | Per ogni operazione | Obbligatoria per tutti dal 2024 |
| Dichiarazione redditi (UNICO/PF) | Annuale | Entro fine novembre |
| Versamento INPS Commercianti | Trimestrale + saldo | Minimale fisso + variabile |
E-commerce su marketplace: Amazon, eBay, Etsy — aspetti fiscali
Dal 2021, le principali piattaforme di vendita online (Amazon, eBay, Etsy, ecc.) sono diventate “deemed supplier” per le vendite a consumatori UE in determinati scenari. Questo significa che la piattaforma può essere responsabile della raccolta e versamento dell’IVA in alcuni casi. Tuttavia, per i venditori italiani professionisti con partita IVA, le regole standard si applicano generalmente.
Dal 2023, le piattaforme sono obbligate a raccogliere e trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori. Chi vende su Amazon, Etsy o eBay senza partita IVA è facilmente identificabile.
Come scegliere tra ditta individuale e SRL per l’e-commerce
| Ditta individuale / P.IVA | SRL | |
|---|---|---|
| Utile annuo consigliato | Fino a 50-60.000 € | Sopra 60-80.000 € |
| Tassazione | IRPEF + contributi INPS | 24% IRES + distribuzione dividendi |
| Responsabilità | Illimitata (patrimonio personale) | Limitata al capitale sociale |
| Costi di gestione | Bassi | Alti (notaio, bilancio, ecc.) |
| Immagine verso clienti B2B | Meno strutturata | Più professionale |
FAQ: e-commerce e fisco in Italia
Posso vendere su Etsy o Amazon senza partita IVA?
Solo per vendite davvero occasionali e non sistematiche. Dal 2023, Etsy e Amazon inviano i dati dei venditori all’Agenzia delle Entrate, rendendo molto facile l’identificazione di chi vende regolarmente senza partita IVA. Il rischio di accertamento fiscale è concreto.
Dove si paga l’IVA se ho il negozio su Shopify?
Shopify è solo la piattaforma tecnologica. L’IVA va gestita da te in base alle regole del paese del cliente. Shopify offre strumenti per la configurazione automatica delle aliquote IVA per paese, ma la responsabilità fiscale è sempre tua.
Il forfettario può vendere con IVA ai clienti B2B che la chiedono?
No. Il regime forfettario non prevede l’addebito dell’IVA in nessun caso. Se i tuoi principali clienti sono aziende che hanno bisogno dell’IVA per la detrazione, il regime ordinario è più appropriato per il tuo business.
Conclusione: imposta il tuo e-commerce fiscalmente corretto dal primo giorno
L’e-commerce è un settore in crescita costante, ma anche un settore sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate e dell’UE. Impostare correttamente la struttura fiscale fin dall’inizio — scegliendo il regime giusto, gestendo l’IVA italiana ed europea, rispettando gli adempimenti periodici — è la base per costruire un business sostenibile.
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