L’apertura di una Partita IVA è la fase più delicata da dover affrontare quando si decide di avviare un’attività imprenditoriale/professionale.

 

Argomenti trattati

1. Individuazione dell’attività, assegnazione codice Ateco
2. Scelta della Forma Giuridica attività individuale o societaria
3. Regime Fiscale in relazione al volume di affari ed alla forma giuridica scelta
4. Contribuzione Previdenziale
5. Rapporti con il Consulente Fiscale

1. Attività e codice Ateco

In relazione al tipo di Attività che si decide d’intraprendere, ci sarà obbligatoriamente l’assegnazione di un Codice Ateco, reperibile dal sito www.istat.it,
Il codice Ateco identifica l’attività commerciale/professionale da svolgere definendo contestualmente il campo dei costi deducibili.

 

2. Scelta della forma giuridica

L’attività d’impresa/professionale/autonoma può essere esercitata sotto forma individuale (ditta, libero professionista, lavoro autonomo) oppure sotto forma societaria (società di persona, società di capitali, enti associativi).
La scelta della forma giuridica comporta conseguenze amministrative, organizzative e fiscali diverse in relazione alla tipologia scelta.
I fattori principali da considerare per una corretta scelta della forma giuridica sono essenzialmente 3:
Base proprietaria
– se molteplice conviene optare per la scelta societaria
Utile previsionale
– se superiore ai 60K euro conviene effettuare delle simulazioni fiscali confrontando 2 diversi regimi fiscali/giuridici al fine di paragonare il carico fiscale generato da ciascuno di essi
Responsabilità amministrativa
– se è necessario tenere separati il patrimonio personale da quello aziendale conviene optare fin dall’inizio per una scelta societaria, preferibilmente società di capitali avente queste piena autonomia giuridica e patrimoniale.

 

3. Regime fiscale corretto

Se non si è optato per la scelta societaria, i regimi fiscali disponibili per la scelta sono 2:

  1. Regime Forfettario
  2. Regime Ordinario

Il primo, il regime forfetario, applicabile ai volumi di affari fino a 65K euro.
Aliquota fiscale fissa pari al 15%, applicata al reddito prodotto precedentemente ridotto forfettariamente in ragione di un percentuale collegata al tipo di attività svolta.
Esonero dall’applicazione dell’IVA in fattura, esonero dalle dichiarazioni Iva ed Irap e dalla compilazione degli Isa.
Il secondo, il regime ordinario, è quello classico già in vigore prima delle varie riforme fiscali. Può essere semplificato oppure ordinario, la contabilità dei costi e dei ricavi è sempre analitica.
Obbligo delle Dichiarazioni Irpef Iva ed Irap e della compilazione degli Isa.
Aliquota fiscale progressiva.

 

4. Categorie previdenziali

I contributi previdenziali possono essere di tipo aziendale o professionale:
Aziendale
Per le aziende iscritte in CCIAA ed all’INPS, la contribuzione previdenziale può essere di 2 tipi ed è regolata dalla gestione Inps commercianti e dalla gestione Inps artigiani
Professionale
Il reddito prodotto da professionisti è soggetto per i professionisti senza cassa alla gestione separata regolata dall’Inps, per quelli invece aventi una propria cassa previdenziale seguono le regole di quest’ultima.

 

5. Consulente fiscale

I rapporti da avere con il consulente fiscale devono essere ben definiti perché i consulenti non sono all’interno dell’azienda conoscono solamente i dati sulla base dei documenti forniti.
Elementi essenziali per un ottimo rapporto di lavoro tra imprenditore/professionista e consulente sono essenzialmente:

  • Reciproca fiducia
  • Puntualità nelle scadenze
  • Formazione amministrazione Aziendale

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